dieci
“Eeeeeeeeeh auguri!” e due baci sulla guancia, per poi stringere forte forte i pugnetti e sperare con tutto il cuore che non stia per affacciarsi il terzo annus horribilis di seguito.
È che io ci ho provato a sbattere i tacchi rossi glitterati ripetendo per tre volte: “Nessun posto è bello come casa mia”, ma mi sa che a Dorothy non è arrivata voce che il concetto di casa è un po’ informe ultimamente, sfumato ai bordi, e che forse era meglio rimanere a saltellare nel fantastico mondo di Oz e sfidare la gravità (altresì detta senso di colpa).
E dato che abbiamo perso l’uscita per il sentiero dorato, adesso siamo bloccati al casello tra Oz e una tangenziale parecchio trafficata.
“Siamo”, chi?
Oddio, che ansia. Ovviamente io, ma era per fare un discorso collettivo, che lo so che non sono l’unica a stare in equilibrio precario tra il posto in cui si nasce e il posto che si sceglie. “Che si sceglie”, poi. Io fino a qualche mese fa me ne volevo andare pure dal posto che mi sono scelta, quindi figurati che armonia interiore.
È che è scomodo il posto in cui ogni anno si apparecchia per uno in meno a tavola, in cui si fa finta che a noi il Natale no, non è mai piaciuto, quando la semplicissima verità è che ci ricorda ricordi amari, ed è tanto più facile andare a fare compagnia al Grinch sul cucuzzolo della sua montagna.
Ma è altrettanto scomodo il posto che hai scelto, o che un lancio di dadi ha scelto per te, perché è un posto capace di farti a pezzi e distruggere ogni aspettativa, e Dio solo sa quanto le aspettative siano capaci di rosicchiarti l’anima fino al midollo.
Allora quale scegli? Dove vai? Dove scappi? Torni in Kansas o vai dritta verso la Città di Smeraldo? O magari c’è una terza opzione in cui il caffè la mattina non sa così tanto di battaglia, il silenzio di questo cazzo di telefono non pesa come un macigno, l’abitudine non si è ancora trasformata in una condanna, ricordare ogni dettaglio non è più una gabbia, e le aspettative mangiamorte non fanno poi così male.
Io non lo so. Proprio non lo so. Però nel dubbio rispolvero le scarpette rosse luccicanti.
Non si sa mai.
Eeeeeeeeeh auguri!

